Linate, 15 Maggio

Gli italiani hanno nel DNA i geni dell’emigrante.

Li vedi all’aeroporto: partono in gruppo, valigie stracolme, e sguardo sperso.
Portano un ricambio completo per ogni stagione: dalla pelliccia all’infradito, anche per 4 giorni, non si sa mai.
Hanno ventisei panini per cinque persone, e, rimpiattato nella valigia, un tegame di melanzane alla parmigiana, tante volte venisse fame al bimbo (47 anni a giugno).
Se vanno all’estero portano olio d’oliva, caffè, pasta, per ogni emergenza.

Fila per l’imbarco: da una parte un gruppo di anziani, tipo gita con il prete
Dall’altra un trans: bella, alta, minigonna e sandalo, aria sprezzante: non può sbagliare nemmeno una mossa al metal detector, sarebbe un’affronto. Scelgo lei.

Infatti, mentre la gitarella sta facendo venire una crisi di nervi alla hostess – “Signorina, ma devo posare anche la borsa con i salami?” – io sono già passato: cintura, scarpe, portatile, borsa leggera: cinico e perfetto frequent flyer, come George Clooney in “Up in the air”.

Vado molto fiero di me. Oddio, l’aura professionale diminuisce un pochino quando sfodero un meraviglioso panino pomodoro, valeriana e feta, che spolvero in tre morZi netti.

Questi Italiani…

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~ di gipo su 2010.

2 Risposte to “Linate, 15 Maggio”

  1. mmh … com’era il panino?

  2. Salato. Però bono assai…
    😉

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