Cité Universitaire, 29 maggio

Penultimo giorno nella camera 403.

Alla citè universitaire ogni maison prende la forma del paese d’origine. Le maison sudamericane sono festose, la maison anglosassone ha un bellissimo spazio bar, e la maison d’italie ha un’infinità di regole severissime, ma interpretabili.

Ma soprattutto la maison d’Italie aveva fino a quest’anno le migliori cucine comuni di tutta la cité, una delle quali con terrazza. Erano il punto di riferimento di ogni residente: ogni cena diventava l’occasione per spartire cibo ed idee, fino a tardi. Questo modo di vivere la cucina rispecchia in fondo una caratterisitca dell’Italia e degli italiani. Una delle migliori.

Ma l’Italia cambia, e la maison quest’anno è stata ristrutturata. Le cucine sono state spostate per far spazio a studi di lusso. La terrazza adesso fa parte della camera 415. E le nuove cucine, dalla parte opposta del corridoio, sono grandi un quarto di quelle precedenti. Così le occasioni di scambio diventano più difficili, e i residenti sono spinti a pagare l’affitto e starsene in camera per conto proprio, senza dare fastidio.
Come in Italia.

Però qualcosa non è andato come previsto. I residenti non si sono isolati. Anzi, ancora di più si ritrovano a mangiare insieme per sfruttare al meglio le (poche) risorse comuni.

Speriamo che per questa volta sia l’Italia che prende spunto dalla maison…

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~ di gipo su 2010.

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