Tirrenia, 1 Giugno

L’appuntamento per il pomeriggio è saltato.
Piano B: corsa al carrefour. Costume, telo, focaccie, pesche noci, acqua.
-Vuole una busta per il costume?-
-No signorina, si tratta di un’emergenza.-
Mi cambio nel parcheggio e in mezz’ora sono al mare con Francesco e Maja.

C’è vento, l’aria è calda al punto giusto. Passiamo la giornata tra spiaggia e barrino.

Tornato a casa, controllo la mail e trovo una bella notizia. Esco, ci sono le lucciole.

Un giorno perfetto

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~ di gipo su 2010.

2 Risposte to “Tirrenia, 1 Giugno”

  1. Milano, giovedì 1 giugno.

    Mi sveglio alle 5 che la Lorenza è appena tornata dalla camera delle donne e il prossimo urlo di carla è tutto mio. Si fa sentire alle 6.20, e io x l’ansia non avevo chiuso occhio. Poi alle 6.30, poi alle 6.35. E menomale che avevamo messo la sveglia alle 6.55 x dormire 20 minuti in +.
    Alle 9 smonterei il turno dalla comunità ma chiaramente la collega che deve darmi il cambio è in ritardo. Esco alle 9.20 e mi precipito in cooxativa (12 fermate di metro rossa) che oggi è giorno di paga. Unico sollievo dal turno capitatomi fra capo e collo x lunedì 7 alle 8.30 a lainate. Che io di lainate so solo 2 cose:
    1- che non è la pronuncia internescional di Linate
    2- che x raggiungere l’hinterland milanese ci metti quanto andare in toscana. E x quanto mi riguarda lainate potrebbe essere ovunque.
    L’assegno non c’è: “l’amministratrice oggi non è venuta, e domani è festa quindi…” Quindi ti prostituisci x me qui fuori ora e poi me li dai te i soldi?
    Mi riprecipito in comunità che alle 10.30 c’è la riunione. Solitamente dura 2 ore e ce ne pagano 4. Le ore del precariato sono relative. La notte faccio 12 ore e me ne pagano 6. X esempio. A milano non sanno contare.
    Me la svigno a mezzogiorno e mezzo che poi ho una sostituzione alle 14.30 e sennò non mangio.
    Faccio male i calcoli e alle 14.30, appena partita mi rendo conto che dovrei già essere a scuola. Chiamo la responsabile e con voce affranta le dico che ritardo poiché sono bloccata in metro. Durante il tragitto si fa strada l’idea della vendetta impotente del precario e questa mezz’ora di ritardo me la gusto fino in fondo.
    Finché non arrivo a scuola e mi comunicano che la bambina oggi era assente ma nessuno si è sognato di avvertirmi.
    Maledetti.
    Mi firmano cmq vistisi minacciati e faccio la maestra di sostegno ai nani.
    Una giornata di merda.

  2. Coraggio…
    Ti rifarai a Luglio e Agosto in toscana.
    Per ora tieni duro, e nel caso, mandali affanculo: l’unico vantaggio del precariato è che puoi essere precario per chi ti pare e dove ti pare. Io ci ho messo tanto (troppo) per capirlo, troppo. Se ti ricordi, mi sono trovato anche a lottare per poter lavorare gratis!

    Stammi bene

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