Al paese, 7 Giugno

Ieri sono venute a farci visita delle ospiti industriose. Circa 20.000.
Uno sciame di api ha ritenuto che il nostro pino fosse il posto ideale per il nuovo alveare.

Abbiamo chiamato l’apaio(1), che le ha traslocate in un arnia extra lusso, e a sera, quando si sono ambientate, le ha portate via. Da domani faranno parte della sua famiglia.

Nel frattempo, ci ha raccontato storie affascinanti sul canto della regina vergine (che fa un po’ inghilterra del 1500). Ci ha spiegato che, a dispetto del nome, la regina non comanda sulle operaie. Sono le operaie che, grazie all’istinto, organizzano il nido per la migliore sopravvivenza della colonia. Secoli di evoluzione hanno reso queste api capaci di rispondere alle condizioni esterne decidendo le dimensioni dei favi, il numero di maschi, persino la sopravvivenza delle regine. Una società fondata sul lavoro.

Il nostro apaio, invece, è in mobilità da un anno. La grande azienda per cui lavorava ha iniziato a fondare società controllate più piccole, con meno vincoli per licenziare. Un’anticamera dell’inferno. E infatti sono arrivate la cassa integrazione prima, e la mobilità poi. Ora, come tanti altri, si trova troppo vecchio per trovare lavoro e troppo giovane per la pensione. Per di più un fantasma, scomparso da tutti i mezzi d’informazione, che non si sono mai posti il problema di raccontare la crisi.

Per sbarcare il lunario si dedica a tempo pieno a quello che prima era un hobby: le api.
Alle quali l’evoluzione ha insegnato qualcosa che all’uomo è sfuggita.

(1) apicoltore

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~ di gipo su 2010.

4 Risposte to “Al paese, 7 Giugno”

  1. interessante parallelo sull’inferiorità dell’essere umano rispetto all’animale : quest’ultimo non distrugge i luoghi dove vive e rispetta le regole che si da …

  2. Avrei voluto davvero vederle 20.000 api tutte insieme, sono insetti intelligenti e veramente affascinanti…una volta ho sentito l’etologo Celli che ne parlava, spiegando come si organizzano e come vedono il mondo intorno a loro…fantastico! Per l’apaio la realtà è molto più dura, del resto ha avuto a che fare con gli animali più crudeli…altro che insetti!

  3. Hai presente la foto del ramo di pino: mettici una cosa compatta lunga una trentina di centimetri abbondanti, larga 5 o 6 e profonda altrettanto, piena di api. Noi pensavamo fosse il favo con le api. In realtà erano solo api, e la costruzione dell’alveare era solo accennata!

  4. Io ho dei grossi problemi con i favi e con gli alveari. La sola vista mi fa venire la pelle d’oca, eppure ne rimango ipnotizzata…

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