Marina di Vecchiano, 24 Giugno

Pomeriggio libero oggi: Marina di Vecchiano e mondiali.

Sulla spiaggia, accanto a noi, arrivano gli immancabili fiorentini. Si riconoscono subito: bianchi come ceri all’arrivo, in 5 minuti netti color panna e fragola (fucsia davanti, candido dietro). A fine stagione, poi, super abbronzati, pensano di avere sufficiente confidenza con l’elemento naturale e vanno a fare il bagno.
E affogano.

E poi, i fiorentini al mare non si chetano mai.

I dialetti toscani dell’entroterra, rispetto a quelli della costa, sono più musicali, ma meno essenziali. Se un pisano con 5 lettere ti chiede ‘sa voi?, un fiorentino con 5 lettere non ha nemmeno iniziato la frase: icche ttu vvoi?

Nell’entroterra per passare il tempo si sta a veglia la sera, a ragionare e a prendere il fresco. E allora il discorso si allunga, tiene compagnia, diventa una musica di sottofondo.

Sulla costa, a riempire i vuoti basta il suono della risacca…

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~ di gipo su 2010.

3 Risposte to “Marina di Vecchiano, 24 Giugno”

  1. Ma poi: vogliamo paragonare l’efficacia di un “dé” a “giustappunto”?

  2. giustappunto… 😉

  3. E sprecherei un commento sui milanesi al mare che con sprezzo dei villici locali parlano 20 decibel sopra il necessario illustrando le prodezze sessuali coi travioni (che al cellulare suonano come “una figa come belen”) ai colleghi d’ufficio. Gli sia pesante l’acqua del tirreno.

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