Paese, 25 marzo

Sono passato dalla vecchia casa di mia nonna.

Da bambini eravamo convinti che in fondo al prato ci fosse qualcosa.
Qualcosa di oscuro.
Forse perché chi attraversava il viottolo non tornava mai indietro. Forse perché il roveto era il confine del nostro parco giochi. Forse, semplicemente, perché lo sapevamo, e basta.

Ho telefonato a mia sorella. Anche lei si ricorda.
Che una trentina di anni fa, in un angolo di un paese altrimenti banale, tra una siepe di rovi e un viottolo sterrato, c’era il Male.

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~ di gipo su 2011.

2 Risposte to “Paese, 25 marzo”

  1. Ad essere precisi c’era “una donna morta”. Almeno, questo era quello che mi riferiva mio fratello.
    Donne che si prendevano la comodità di morire un po’ ovunque, nella piana.

  2. brrrr… che impressione….

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