Capannori, 23 maggio (1992)

La strage di Capaci arrivò nel clima sonnacchioso di fine anno scolastico

Marco da allora portò una foto di Falcone nel portafoglio, come fosse una fidanzata.
Due anni dopo avrebbe aggiunto Kurt Cobain al suo Pantheon.

Alessandro, in assemblea di istituto, sostenne che la mafia fa breccia dove manca il senso dello stato, e  che il senso dello stato si vede anche dal rispetto delle cose pubbliche, banchini compresi.
Non fu capito, ma aveva ragione.

Organizzammo un corteo per il successivo sabato pomeriggio, ci sembrava di far torto a Falcone perdendo un giorno di scuola. Non fu molto affollato, ma un vecchio di passaggio ci vide, scese dalla bicicletta e si unì.
A manifestazione finita, ci disse grazie.

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~ di gipo su 2011.

10 Risposte to “Capannori, 23 maggio (1992)”

  1. non proprio tutti i vecchi andavano ammazzati da giovani, allora… 😉
    grazie per aver condiviso questo bel ricordo con noi! 🙂

  2. Beh, quello era un vecchio di dieci anni fa, mica un vecchio di oggi…
    e poi non occupava, sono sicuro, nessuna posizione di potere 😉

  3. grande vecchietto.
    bel raccondo, bel ricordo.

  4. Ricordo anche io quando arrivò quella notizia. Confesso che mi sentii cadere il mondo addosso. Come se la mafia avesse vinto.
    Negli anni invece capii che con quella bomba e con quella di Borsellino pochi giorni dopo, la mafia aveva definitivamente segnato l’inizio della sua parabola discendente. Almeno per il momento, poi arrivò Berlusconi e la mafia iniziò a gongolare. 😦

    —Alex

  5. Io ho sempre pensato che quelle bombe fossero una dichiarazione di guerra.
    Chi l’abbia vinta poi, quella guerra, ancora non l’ho capito…

    • Secondo me invece erano una specie di scatto di rabbia, una prova di forza che non ha sortito l’effetto che speravano.
      La gente infatti s’è incazzata ed invece che chinare la testa l’ha rialzata.

      La mafia ha capito che non era il caso di tenere le penne troppo alte e sono tornati a lavorare nell’ombra come gli è più congeniale; di sicuro, almeno per un certo periodo di tempo, la mafia è stata costretta a tenere un profilo più basso anche perché quelle bombe hanno segnato, a quanto pare, un cambio di direzione al vertice della cupola, dai violenti e sanguinari corleonesi di Riina ai più “tranquilli” ed affaristi seguaci di Provenzano che preferisce intrallazzare ed accordarsi con i politici, poliziotti e giudici che sparargli…

      —Alex

      • e poi hanno trovato pure un interlocutore “nuovo” in politica, con cui hanno prosperato benissimo…

        • Esatto, proprio come dicevo in un mio commento precedente.
          E comunque ricordiamoci appunto le parole di Falcone: quando la mafia è silente e non si “vede” vuol dire che prolifera e fa affari d’oro.

          —Alex

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