Paese, 4 giugno

Corro.
L’aria è afosa, sento le gambe pesanti.
Tengo il ritmo basso.

Un passo, un pensiero in meno.
Un pensiero in meno, un peso in meno nelle gambe.

A metà percorso, l’aria è più fresca. Allungo il passo.
Battito e respiro accelerano, mi danno il ritmo.

Un respiro, due falcate, un respiro, due falcate, un respiro, due falcate.
Oggi potrei fare un ottimo tempo.

Poi la grandinata improvvisa* negli ultimi due chilometri ha un po’ appannato la prestazione, ecco.

——————

*che, fra l’altro, ha smesso non appena ho varcato la soglia di casa..

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~ di gipo su 2011.

10 Risposte to “Paese, 4 giugno”

  1. Hai provato a respingere di testa i chicchi di grandine?

    —Alex

  2. Le grandinate temprano il corpo molle dell’Italiano medio..

  3. AlessaNdra mi à leWato le parole di boccha!

    E poi…che balilla sei, se non reggi nemmeno una grandinata??

    eh??

    Allora??

    È così che vuoi spezzare le reni alla grecia??

    WeWgognA!!!

    • faccio pubblica ammenda. La prossima volta che grandina vado a correre e pure scalzo, così patisco di più! 🙂

  4. “Non posso credere
    Siano le nuvole
    A darci noia”

    • sempre citazioni preziose, dottore….
      questa volta pure con un cameo di Red Ronnie 😉

  5. Approposito di red ronnie. Da quando c’è Pisapia, a Milano grandina sempre sui corridori.
    (bene, così imparano a farei fighetti nei parchi)

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