Istanbul, 24 settembre, sera

Esco dal Bazar quando chiude.
Sono le sei e mezzo, ma il sole è già basso. Per tornare a casa devo scendere verso il mare.

Le strade in questa zona sono strette e poco illuminate.
Per trovare la via principale, invece di prendere la cartina, seguo la gente.
Ma a quest’ora, qui, non ci sono turisti.
Alla fine arrivo, ma attraversando i quartieri popolari ad est del Bazar.
Dopo i souvenir per turisti, la vita vera.

Attraverso il ponte di Galata. Da sopra la gente cala le lenze nell’acqua del porto.
Sotto, i ristoranti servono pesce. Spero non ci sia un collegamento.

A metà ponte, mi fermo e mi volto indietro.
Il mare, i gabbiani, il profilo dei minareti sullo sfondo.
Istanbul l’ho sognata prima di vederla.
Da qui.

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~ di gipo su 2011.

6 Risposte to “Istanbul, 24 settembre, sera”

  1. che storia… 🙂

  2. Io ho un po’ paura dei miei sogni.

    —Alex

    • in effetti.. avevo un po’ timore che mi succedesse come in Samarcanda.. per ora andiamo bene, incrociamo le dita 😉

  3. Ci sono ancora i pescatori su quel ponte… ?!
    E’ una delle cose che mi colpì di più (insieme al fatto che i taxi fossero tutti delle FIAT 131 di fabbricazione locale 🙂 ).

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