Pisa, 8 aprile

Comunque, è tutta colpa di Rosa.

È colpa sua, e di tutta la gente che conosce, se a pranzo siamo passati da due a quattro in un attimo. E se il cibo non è mancato perché cinque minuti prima di andare a tavola ci hanno regalato delle lasagne alla mensa dei poveri di S Francesco*.

È colpa sua, e della parola combinazione, che quando c’è lei ha delle sfumature particolari, se l’aperitivo (la riedizione di quello che avevamo fatto a Parigi, per caso, una settimana prima) si è trasformato nel crocevia del mondo, con gente che è arrivata e partita fino a tardi. E se sulla via del ritorno siamo finiti al Teatro Rossi. E se, dopo lo spettacolo, accompagnando Alex, Lucia e Andrea al parcheggio ho incontrato Martin, appena rientrato da Monaco dopo un paio di anni di assenza. Che, appena saputo che c’era anche Rosa ha voluto fissare una colazione per il mattino dopo, molto prima di quando avrei voluto io.

Perciò, se oggi ho un’aria decisamente assonnata, non prendetevela con me:
è colpa di Rosa.

——————

*no, questa non provo nemmeno a spiegarla, non ci credereste comunque.

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~ di gipo su 2013.

22 Risposte to “Pisa, 8 aprile”

  1. Beh dovevi essere parecchio assonnato per postare tutto questo dopo una settimana! 😉

    —Alex

  2. dé, te lo riscrivo pure qua: “cresci ll’amici, cresci i porci”, dice un mio saggio amico romano. 🙂 e ribadisco, avrai tutta l’eternità per dormire (a meno che non ti mettano in un girone con un love-hotel!)
    en tout cas, merci! 😀

  3. Post bellissimo! Un po’ triste dal mio punto di vista, ma molto bello!

  4. lo sai quanto tempo è che non vedo Lucia e Andrea, per dire? credo siano due anni. L’anno scorso mi hanno invitato per il compleanno di Andrea e ero a Dublino per una conferenza, la sessione che mi interessava era la mattina alle 9, il giorno dopo la festa. Ora vengono a Londra e io sono a dottorarmi in Germania, tempismo perfetto. La tristezza dipende dal fatto che non è così semplice come potrebbe sembrare, ecco…

  5. Dai che, per essere degli ospiti imbucati, siamo venuti carichi come Re magi.
    Al seguito vantavamo le seguenti vettovaglie:

    Vino bianco (Bottiglia numerata!)
    Arance biologiche (dal mio orto)
    Dolce di mandorle (con glassa in cioccolato) fatto in casa
    limone biologico (proprio quello che ti mancava per la preparazione del primo, vedi la telepatia a volte…)

    PS: la Pasta al Persico “domina”, come direbbe una nostra vecchia conoscenza…
    PPS: peccato aver mancato la colazione con Martin… sarebbe stato un Grande Slam pieno.

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