•2012 •
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Sono una decina, il leader in testa, gli altri dietro.
A vederli, sembrano molto giovani.
Corrono verso di me. Scappano, hanno combinato qualcosa.
E io sono sulla loro via di fuga.
Mi sposto di lato, non voglio frappormi.
Il capo mi vede. Scatta di lato, in un vicolo, seguito dagli scagnozzi.
Anche se non sono una minaccia, preferisce evitare casini.
Proseguo, e trovo i resti della scorribanda.
La ciotola d’acqua rovesciata, croccantini ovunque.
Queste baby gang feline si fanno sempre più intraprendenti.
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Tag: baby gang, gatto, pisa
•2012 •
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Ma la caldaia, per esempio, deve per forza andare un blocco alle otto di mattina, d’inverno, appena hai finito di insaponarti i capelli?
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Tag: caldaia, pisa, sfortuna
•2012 •
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La brina dalla finestra e un sole troppo pallido dimostrano inequivocabilmente che sono tornato a casa.
Ma negli occhi ho ancora le immagini dell’ultimo sogno, fatto di strade polverose e tessuti oro e viola.
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Tag: india, paese, sogni
•2012 •
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Le linee corrono parallele, svoltano ad angolo retto, si frastagliano e girano ancora, a formare lo stesso motivo ripetuto ancora e ancora a grandezze diverse.
E su questa struttura lineare si snodano i fregi, fra la pancia rotonda di Ganesha e la danza di Shiva, in un infinito rincorrersi di spirali e riccioli che scivolano sotto gli occhi come onde di mare.
Il tempio di Halebid, immerso in una natura stupefacente, annulla ogni distanza tra linea retta e curva, tra ordine e caos.
E sembra suggerire che esista una via stretta che si snoda tra tradizione e progresso, in un paese che questo contrasto lo vive ogni momento.
Dove si rallenta per far passare una mucca ma non per un uomo, e l’autostrada che parte dalla capitale della tecnologia viene costruita a forza di braccia, rompendo le pietre a martellate e trasportandole con un secchio sopra la testa.
Dove appena fuori città si incontrano più carri trainati da buoi che auto e la vita scorre con lentezza impressionante. Dove le aquile volteggiano nel cielo inquinato di Bangalore e la natura contende metro su metro alla città.
Dove mi scopro talmente ricco da potermi permettere un’auto con autista per un’intera giornata, e talmente fragile da non potermi rinfrescare con un sorso d’acqua di fontana.
Ma una via tra progresso e tradizione deve esistere, per salvare questa bellezza che si fa largo con forza ad ogni angolo di strada, negli uomini che ondeggiano la testa per annuire, nei vestiti delle donne, nei colori sgargianti, nei banchi della frutta.
E sai che per ogni foto fatta sarebbe bastato prendere la macchina e scattare per farne altre cento ancora migliori.
Ma non l’hai fatto, perché questo equilibrio sembra così fragile che anche solo avvicinarci un obiettivo sarebbe fargli violenza.
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Tag: bangalore, halebid, india, shiva, templi
•2012 •
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-Have you a beer?
-Nossir
-Wine?
-Nossir
-Have you something to drink?
-Kopi.
-Kopi?
-Kopi, sir.
-What is kopi?
-Kopi is… kopi!
Questo è stato il nostro punto di vista.
Adesso, per capire perché il cameriere sia rimasto a bocca aperta alla nostra domanda, pensate di avere davanti sei italiani che vi chiedono
-What is coffee?
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Tag: bangalore, caffe, india
•2012 •
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Non c’è differenza visibile tra chi sta nelle baracche e chi nelle case.
Stessi vestiti, belli, colorati, ordinati. Stesso sguardo pulito. Stesso sorriso.
Il sari avvolge le donne, le rende sensuali ed eleganti.
Per strada i bambini giocano a cricket. Una mucca aspetta che il fruttivendolo all’angolo gli lanci un po’ di bucce.
Alla televisione, fra un ballo e un altro, una trasmissione parla di pari opportunità per le donne di scienza.
La prima impressione indiana è una boccata di aria fresca.
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Tag: bangalore, india, mucca, televisione
•2012 •
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In India da meno di ventiquattro ore e già mi hanno invitato ad una festa di matrimonio…
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Tag: bangalore, india, matrimonio
•2012 •
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La valigia è fatta. Macchina fotografica, biglietto, passaporto sono al loro posto.
La sveglia è puntata per le cinque.
Anche il seminario, per una volta, è pronto in anticipo.
Ma è soltanto un’illusione. Si può essere veramente pronti per il paese che ha fatto tremare le ginocchia ad Alessandro Magno?
Resta da premere invio, chiudere la valigia, dormire qualche ora.
Poi partire.
India.
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Tag: alessandro magno, india, partenze, pisa, seminario, viaggio
•2012 •
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The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2011 annual report for this blog.
Here’s an excerpt:
The concert hall at the Syndey Opera House holds 2,700 people. This blog was viewed about 8.700 times in 2011. If it were a concert at Sydney Opera House, it would take about 3 sold-out performances for that many people to see it.
Click here to see the complete report.
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•2011 •
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Caro 2011,
la nostra frequentazione è stata breve, ma intensa.
In questi 12 mesi abbiamo viaggiato, trovato, perduto così tanto, e di questo te ne sarò sempre grato. Prima di congedarci, però, avrei da chiederti un ultimo favore.
Stanotte, al cambio della guardia, puoi parlare con il signor 2012, e chiedergli se, per cortesia, potesse essere un anno banale. Un po’ noioso, magari.
Così, tanto per cambiare.
Ti ringrazio e ti saluto con affetto.
Tuo carissimo Gipo.
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Tag: buon anno, paese
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